BIO

Nei suoi dipinti traspare chiaramente l' amore per i grandi maestri del passato, questi spesso vengono omaggiati e rivisitati in chiave moderna e contemporanea, supporto prediletto la tela, mezzo la spatola che conferisce ai suoi colori, volume, dinamismo e forte matericità.

I paesaggi, eseguiti a spatola dai colori accesi e vibranti sembrano aprire la parete che li ospita su un mondo nuovo, un mondo, che permette al fruitore di passeggiare nella natura incontaminata, sentirne gli odori, i rumori e respirarne l'aria fresca. Monti, laghi e boschi ispirati dai bellissimi ed innumerevoli paesaggi che circondano la sua città.

Numerosi sono anche i nudi, quasi sempre femminili, eseguiti a pennello in pose classiche monocromo. Questi dipinti sono la prova della ricerca costante da parte dell'artista di creare il dipinto perfetto, la velatura unica, la curva irripetibile, la pennellata che rende un maestro tale.

Nei lavori più astratti e contemporanei e visibile la ricerca, lo studio e la sperimentazione delle tecniche, dei materiali e dei supporti più vari ed improbabili con risultati sempre nuovi e sorprendenti.

Dalle sue tele traspare un percorso in continuo evolvere, emerge l'attenzione e l'amore che l'artista ha per l'arte, in tutte le sue forme, è evidente come il pensiero sia sempre rivolto ai Grandi del passato e l'occhio sia attento all'operato dei suoi colleghi contemporanei più audaci. Questa sua visione a 360 gradi dal più classico dei maestri antichi al più astratto sperimentatore contemporaneo gli permettono di ricercare sulla tela una composizione, una forma, un pensiero, un messaggio sempre nuovo proiettato verso il futuro.

               Testo critico di Cristina Aglietti riferito all'autoritratto “Metamorfosi”.

Macchie di colore, ombre scure che emergono dal profondo, graffi sull'impasto materico disegnano il volto scarnificato di una donna, facendo affiorare dai lineamenti confusi ciò che ella cela al di sotto dell'involucro umano. L'immagine simboleggia il confronto duro e reale dell'Io con ciò che diviene fulcro principale dell'opera: la morte.

Solo il nudo confronto con le paure e le incertezze che essa genera e l'immersione nella pienezza del dolore consentono, attraverso un simbolico viaggio dentro se stessi, di recuperare la propria dimensione e un'ingenua curativa, gioia di vivere.
 

Sandra Iacone nata nel 1969 vive e lavora a L'Aquila.

Laureata presso l'Accademia di Belle Arti di L'Aquila.

 

2006

“L’ozio” WS con Gulsun Karamustafa a cura di Teresa Macrì (ABA – AQ)

 

2007

Laboratorio litografico con Romolo Bulla, stampatori italiani dal 1840.

 

2008

Progetto teatrale con l'artista italiano Fabrizio Crisafulli aspetti peculiari del suo lavoro sono l'uso della luce come soggetto autonomo di costruzione poetica.

 

2010

Opera selezionata (autoritratto, metamorfosi) per il premio arti visive “Sinestesie” sezione pittura - L'Aquila - 12 giugno - 3 luglio 2010 Conservatorio di Musica "A. Casella”.

 

2015

Opera selezionata (Acrilico su tela - Titolo: Dispersa nel Caos) 157ma Mostra del Tigullio - esposta al pubblico nelle Sale della Società Economica di Chiavari dal 18 al 21 giugno 2015.